Intervista a Annagaia Marchiorio, Federico Grazzini, Pietro Traldi

Data - martedì 19/02/2019
Orario - 10:00


“Lungs” è una storia d’amore che scorre davanti agli occhi degli spettatori ad un ritmo serratissimo. Un nuovo allestimento del testo di Duncan Macmillan, uno dei più prestigiosi drammaturghi contemporanei.

 

E’ la prima volta che sperimentate la pratica della residenza artistica? Come definireste quella di Artefici?

Annagaia: ho sperimentato varie volte l’esperienza della residenza, che è sempre molto utile per sviluppare un progetto, perché ti fornisce lo spazio e la concentrazione per indagarlo. Questa con artefici è stata molto preziosa e ben riuscita, perché il luogo conciliava bene la concentrazione ed era bene organizzata, nel rispetto dell’artista. È stato molto utile non sentire l’ansia da prestazione per la presentazione e anche la compresenza con altre compagnie in residenza perché favoriva la scambio e anche la vita sociale che in residenza è sempre a rischio.
Pietro: Per me è la prima volta che partecipo a una residenza. E’ stata un’esperienza estremamente positiva, arricchita sicuramente dalla compresenza degli altri gruppi e dalla disponibilità e calore con cui siamo stati accolti e seguiti da ArtistiAssociati.

 

In Lungs sperimentate una nuova interpretazione del testo di Duncan Macmillan, in scena una giovane coppia innamorata e spaventata dal diventare adulta, perché la scelta di quest’autore e di questa tematica?

Annagaia: Sono stata io a trovare questo testo e questo autore che trovo straordinario. Il tema lo sento molto vicino. È una domanda aperta. Mettiamo al mondo un figlio? Che cos’è l’amore? E la vita?

 

Il vostro lavoro con Lungs si fonda sulla sperimentazione di una drammaturgia contemporanea, l’assenza di un palcoscenico, luci, costumi oggetti di scena. Potete raccontarci qualcosa di più su questo percorso?

Annagaia, Federico, Pietro: La scelta di lavorare in questa direzione è data in parte dalle indicazioni dell’autore all’inizio del testo. Tali indicazioni (assenza di scenografie, di luci, di musica, di costumi ecc…) in questo caso sono assolutamente sorrette dalla drammaturgia e non si limitano quindi ad essere un semplice “esercizio di stile” o una forzatura dettata da criteri stilistici.
Abbiamo lavorato sull’analisi del testo e sulla ricerca di uno spazio adatto a rappresentarlo, che quindi ci è sembrato quello circolare, perché automaticamente converge le forze al centro e delimita uno spazio altro dal quotidiano.

 

Che relazione si instaura tra voi in scena e il pubblico che letteralmente vi circonda?

Annagaia: Noi non ci relazioniamo al pubblico se non in alcune aperture studiate, anche se come attori lo percepiamo in modo istintivo. Però lo spettacolo è tutto in quarta parete, e lo spettatore ha la sensazione di spiare una storia dallo spioncino della porta.
Pietro: La relazione che si instaura con il pubblico in una struttura circolare è diversa da un impianto frontale, più classico. Paradossalmente, per noi attori è più simile a una situazione cinematografica. È molto interessante approfondire questa dimensione, in cui le reazioni degli spettatori entrano nel campo visivo di altri spettatori e sommano significati a quello che accade in scena.

 

Avete fatto delle scoperte inattese attraverso questa residenza?

Annagaia, Federico, Pietro: Abbiamo scoperto che la forma circolare poteva essere molto interessante per questo testo. E abbiamo assolutamente scoperto un significato che ad una prima lettura non potevamo cogliere. Oltre ad avere la conferma che il testo funziona ed è bellissimo.

 

*Compagnia LeBrugole&co è una compagnia teatrale che nasce a Milano nel 2012, da un nucleo tutto al femminile. Da sempre ci occupiamo di drammaturgia contemporanea, spesso originale, cercando di unire
la comicità con le tematiche che ci stanno più a cuore e che ci appartengono. Tra le tematiche che abbiamo trattato più di frequente, c’è quella dell’omosessualità al femminile, affrontata in modo ironico e poetico, cifra stilistica che ci ha permesso di essere conosciute in tutta Italia. Con il primo spettacolo “Metafisica dell’amore” abbiamo vinto il premio alla drammaturgia al festival di Asti.

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