MUSTANG

Data - lunedì 30/11/2015
Orario - 21:00


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un film di Deniz Gamze Ergüven
con Günes Sensoy, Doga Zeynep Doguslu, Elit Iscan, Tugba Sunguroglu, Ilayda Akdogan, Nihal G. Koldas, Ayberk Pekcan, Bahar Kerimoglu, Burak Yigit, Erol Afsin, Suzanne Marrot, Serife Kara, Aynur Komecoglu, Serpil Reis, Rukiye Sariahmet, Kadir Celebi, Müzeyyen Celebi
genere drammatico
durata 94 minuti
produzione Francia 2015

“Mustang appartiene alla categoria delle opere prime che lasciano ben sperare per il futuro di chi le ha realizzate e quindi del cinema”

“Ambientato in Turchia, Mustang è un dramma contemporaneo che esplora le differenze tra religione e laicità”

Un altro anno scolastico si è appena concluso e per dare il benvenuto all’estate Lale, le sue quattro sorelle e un gruppetto di coetanei maschi, si recano in spiaggia: ha inizio una scherzosa battaglia acquatica, in cui le ragazze si combattono l’un l’altra (completamente vestite) a cavalcioni sulle spalle dei maschi.
La cosa scatena un putiferio nel villaggio e alle sorelle viene proibito di uscire di casa affinché non diano più scandalo. La loro abitazione si trasforma un po’ alla volta in una prigione, i corsi di economia domestica prendono il posto della scuola e per loro cominciano ad essere combinati i matrimoni. Ma le ragazze non hanno la minima intenzione di farsi sottomettere.

Il commento
In molte fiabe, per dar forza alla morale, sono sempre presenti uno o più elementi grotteschi, paurosi o di violenza, ostacoli necessari al fine della crescita dei protagonisti, il più delle volte molto giovani e non in grado di cogliere appieno i lati oscuri del mondo apparentemente normale in cui sono immersi. La fiaba intitolata Mustang parla di libertà e di emancipazione femminile da una cultura autoritaria e maschilista, si svolge nella Turchia del 21° secolo (uno scenario di palese fantasia), e ha per protagoniste cinque sorelle dalla folta criniera, appartenenti alla razza di cavalli che dà il nome alla storia. Una dopo l’altra, le cinque  avalline, che amano correre libere e giocare coi cavalli maschi (ORRORE!), vengono rinchiuse nelle segrete di un castello medioevale, alla mercé dell’ignorante zio che, col beneplacito del villaggio, preferisce venderle al miglior offerente piuttosto che lasciare che vadano a scuola e s’istruiscano. Una fiaba che commuove e diverte, senza mai  rasformarsi in incubo, nonostante una morale durissima per la  cosiddetta Società Civile moderna, spesso incapace di guardarsi  allo specchio, per la vergogna del proprio corpo corrotto e tentatore, e di comprendere che la corruzione è negli occhi di chi guarda, nell’invidia della libertà di chi è ancora puro. E che, qualora il lieto fine glielo  concedesse, tale potrebbe rimanere.

SECONDO CICLO CIRCUITO CINEMA

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