FELICI MA FURLANS

Data - lunedì 14/12/2015
Orario - 21:00


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Felice e content
Perchè nella lingua friulana la parola “felice” non esiste? Perché per esprimere questo concetto vengono utilizzate parole come beât o content, che indicano una soddisfazione temporanea, precaria? È solo un caso, una bizzarra coincidenza linguistica, oppure è indizio di una peculiarità più profonda del popolo friulano?

Una serie sulla Friulanità oggi
È da questa idea guida che è nato il progetto “Felici ma furlans”: una serie televisiva che vuole rappresentare attraverso la comicità e la satira di costume il Friulano di oggi ed il suo quotidiano cammino verso la felicità. Vogliamo che il Friuli si racconti a se stesso e, perché no, al forest attraverso una tecnica narrativa ancora non sperimentata in questo contesto. Partendo dall’immagine comica del Friulano stereotipato, la serie vuole scavare, raccontare, descrivere la nostra gente, mostrando che cosa c’è oltre le apparenze. Non siamo più una terra di burberi e rubicondi contadini, ma una terra di confine dove culture, industrie e uomini combattono ogni giorno la sfida del mondo globale, sempre e comunque “in a Furlan way” (alla Friulana)

La storia
Gianni, dopo 10 anni vissuti lontano dal Friuli, ritorna nel suo paese natale per assistere il padre. Per certi versi la sua terra è sempre la stessa, immutabile nelle sue tradizioni e nei tic dei suoi insoliti abitanti; sotto altri punti di vista tutto è cambiato. Suo padre, uomo saldo, lavoratore indefesso e marito fedele, ha da poco perso la moglie. Inevitabilmente è sprofondato in una depressione che spesso sconfina nel mistico. Tenta più volte l’estremo gesto, ma la sua disperazione è forse solo una bizzarra richiesta di aiuto. Gianni si dà tre mesi di tempo per rimettere in piedi il padre. Nel frattempo cerca un lavoro qualsiasi. L’azienda nella quale viene assunto è governata da un imprenditore friulano vecchio stampo, che detesta ogni individuo che non dimostri abnegazione e sottomissione alle sue regole. Gianni, d’altro canto, è il portavoce di una generazione cresciuta con il mito della libertà, che non conosce il senso profondo del sacrificio. Il conflitto sarà inevitabile. Il ritorno di Gianni porta la sua vita ad intrecciarsi con quella dei personaggi tipici di ogni realtà di paese, ognuno dei quali nasconde una vita segreta, che spesso smentisce le apparenze.

SECONDO CICLO CIRCUITO CINEMA

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16.11.2015

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